venerdì 11 luglio 2008

ISLANDA: IL PONTE FRA DUE CONTINENTI





Due aspetti del paesaggio vulcanico: un ciuffo fiorito tra rocce di schiuma vulcanica e una bolla che ha bloccato la sua espansione, raffreddandosi come un gigantesco pane appena uscito dal forno


Nella penisola di Reykjanes corre la frattura tra la placca continentale europea e quella nordamericana. E' un paesaggio molto particolare: la deriva dei continenti evoca eventi antichissimi della vita del pianeta, la colata lavica nera che calpestiamo sembra recentissima, con la vegetazione che comincia pian piano a farsi strada.































Il ponte unisce le due estremità di un golfo, ora colmato di sabbia lavica.





domenica 22 giugno 2008

iSLANDA CASCATE SFERZANTI O DA MEDITAZIONE

Gullfoss la regina delle cascate islandesi: 32 due metri di dislivello, con scalini che formano cascatelle e rapide. Spettacolare, potente e sonora, forse più affascinante col sole.
Vista in una giornata piovosa lascia un filo di delusione




























Skogafoss: una potente cascata che precipita con un salto di 62 metri. Quel giorno d'agosto piovigginava, ma gli spruzzi sono sempre assicurati! Anzi, col sole spesso si forma l'arcobaleno. Dicono che un certo Prasi abbia nascosto uno scrigno dietro la cascata... dicono che nessuno l'abbia mai trovato, dicono.





































Nel silenzio della radura solo il potente scroscio della cascata che trasmette energia e i tuoi pensieri seguono il flusso dell'acqua















Con una breve deviazione dalla Ring Road che corre lungo la costa meridionale, si arriva alle cascate di Seljalandfoss che si gettano da un alto gradino roccioso, formando un laghetto verde di muschio





Salendo una scalinata e percorrendo un sentiero un po' sdrucciolevole si può fare il giro dietro il getto d'acqua.

sabato 5 aprile 2008

ANDAR PER GUESTHOUSE E KAFFI IN ISLANDA


A Reykjavik abbiamo gustato un'ottima zuppa, servita fumante in una ciotola... di pane. Ottima la birra, taglia minima mezzo litro.
Il tutto allo Svarta Kaffio, un caffè molto accogliente, tutto in legno, in una casa d'epoca che si affaccia sull'arteria principale del centro storico: Laugavegi.

A Geysir abbiamo pernottato nell'accogliente Gistiheimilio Geysir con una panoramica finestra sullo Strokkur: il geyser emette regolarmente getti alti fino a 35 metri ogni 10 minuti. E' uno spettacolo ipnotico, non si lascerebbe mai la finestra, nell'attesa della prossima, e regolarissima, eruzione!






All'ingresso della locanda Arsalir abbiamo scovato le casette per gli Elfi, presenti nella maggior parte dei giardini delle case islandesi, ma difficilissime da individuare perchè ben occultate.




Vik i Myrdal, che significa Baia della valle palustre, è un piccolo centro accogliente con numerose Gistihus: noi abbiamo soggiornato ad Arsalir: spaziosa, pulita e con una cucina ad uso degli ospiti.












Nel Brydebuo di Vik, un edificio storico costruito nel 1831 su un'isola poco distante, poi qui trasferito nel 1895, si trova il ristorante Halldorskaffi. All'interno dell'edificio rivestito in lamiera si trova un'accogliente sala da pranzo vecchio stile, in legno.



Se non piove, questa è la zona più piovosa d'Islanda, ci si può accomodare ai tavolini esterni a respirare il profumo del mare. Buona la zuppa, la carne alla griglia e la birra.















venerdì 4 aprile 2008

ISLANDA: dove il ghiaccio è veramente a portata di mano





























La laguna glaciale o Jokulsarlon è un angolo di paesaggio artico sulla riva dell'Oceano.






Si visita con imbarcazioni anfibie provviste di ruote che partono dal Caffè presso la laguna.






La barca procede sulle ruote per un breve tratto, poi si tuffa nella laguna, sfiorando gli iceberg, a volte di color azzurro intenso, passando a poca distanza dalle foche che sonnecchiano sornione.














Percorrendo la Ring road lungo la costa meridionale dell'isola le lingue dei ghiacciai del Vatnajokull appaiono vicinissime alla strada.













Bisogna però attraversare il Sandur, la pianura di sabbia nerastra e limo che i torrenti glaciali hanno portato a valle, fino alla costa.













Il sandur, spazzato spesso dagli impetuosi venti oceanici, si trasforma in una nuvola abrasiva che toglie improvvisamente visibilità, in un vortice di sabbie finissime e polvere di roccia.

domenica 10 febbraio 2008

QUI SCRIVEVA PESSOA: IN PRACA DO COMMERCIO A LISBOA







E' lì sullo sfondo, presenza sfumata in un azulejo. Nel bar -ristorante Martinho do Arcada, locale storico del 1782, Pessoa scriveva su fogli bianchi, chiaccherava, beveva vino di Colares e quando aveva fame ordinava uova strapazzate con formaggio e baccalà.


Un tavolo non apparecchiato lo ricorda, spartiti musicali sparsi sulla tovaglia, chissà, forse le sue arie preferite...

venerdì 8 febbraio 2008

Itinerario goloso a Lisbona


Una caratteristica portoghese è il Coperto, stuzzichini a base di fettine di formaggio, oppure frittelle di pesce o di olive, pasta d'acciughe da spalmare sul pane, che vengono serviti insieme alle bevande













Un locale dalla cucina semplice ma gustosa è la Casa de Liege, dove si incontrano i Lisbonesi mescolati ai turisti. In un angolo del ristorante è posto quasi sempre un lavabo dove sciacquarsi le mani. a fine pasto il cameriere porta un bicchierino di aguardiente, che non tradisce il nome ( la nostra acquavite, con l'aggettivo ardente!)





Si mangia a prezzi modici in Portogallo: non può mancare l'assaggio del classico Bacalhau, presentato in svariate ricette, di una fumante Sopa, bagnati da un buon vino verde, branco, tinto o rosé





Si passa al dolce con i deliziosi Pasteis de nata, magari accompagnati da un bicchiere color rubino di Ginginha.





E per finire un buon caffé brasileiro, nel bar più famoso di Lisbona in compagnia di Pessoa, seduto in un tavolino all'aperto, dove tutti possono accomodarsi per un breve ricordo.
























La pasticceria Pasteis de Belem è una tappa obbligata per gustare i Pasteis de Nata, deliziose paste rotonde alla crema, confezionate un tempo dalle Monache del vicino Monastero. Dal 1837 la ricetta è realizzata da questa storica pasticceria